E-commerce

Come funziona il tuo sito internet? n. 9

Arrivati a questo punto è doveroso fermarsi un attimo a riflettere. Comprereste un’automobile senza aver preso lezioni di guida? Senza conoscere il codice della strada? Senza avere la benché minima idea di come funziona una strada e delle dinamiche che avvengono nel traffico? Immagino che la risposta sia “No!”. Proprio per questi motivi in questo capitolo diamo un ultimo sguardo alla teoria dietro un e-commerce facendo un salto indietro, prendendo una visuale dall’alto di tutta la faccenda. Prima di tutto, è bene chiarire un punto fondamentale, ogni volta che un utente clicca su un link al nostro sito o digita l’indirizzo nel browser ( programma utilizzato per la navigazione, es: Google Chrome) parte una richiesta che attraversando vari nodi della rete internet arriva al computer che ospita il nostro sito, il quale dovrà impacchettare tutte le informazioni richieste ed inviarle di ritorno verso l’utente che vedrà comparire le nostre pagine.

Come viaggiano i dati su internet

Questi dati viaggiano su un protocollo chiamato “http” o “https”per siti sicuri. Per differenziare i vari siti e gli utenti, ad ogni computer collegato alla rete internet viene affidato uno o più indirizzi chiamati indirizzi IP (ip significa internet protocol). Questo genere di indirizzo è composto da 4 sequenze numeriche di 3 cifre tipo 255.255.255.255, ovviamente risulterebbe difficile ricordarsi di tutti gli indirizzi IP dei siti che visitiamo ed è per questo motivo che la forma numerica dell’IP address viene normalmente “mascherata” da un nome di dominio. Sulla rete internet ci sono dei computer appositi posti ai nodi di scambio della rete chiamati DNS o domain name servers. I DNS si occupano di “tradurre” i domini che digitiamo nel nostro browser in indirizzi IP numerici, cosicché digitando il dominio google.com il DNS saprà che l’indirizzo reale corrisponde ad esempio a 64.233.160.0 (uno dei moltissimi indirizzi che google utilizza per soddisfare i milioni di richieste degli utenti)

Il dominio del sito

Come visto sopra, un sito internet deve necessariamente avere un “nome”, questo nome è chiamato in gergo internet “dominio”. Il dominio è fondamentale per far si che persone e computers possano raggiungere il nostro sito, è quindi bene scegliere un nome che sia facile da scrivere e ricordare e che non sia troppo lungo o specifico. Il dominio viene acquistato attraverso un erogatore di servizi chiamato “registrar”, un ente o società a cui pagheremo una quota annuale per l’utilizzo del nome. Attenzione, il nome che “acquistate” è concesso dietro il pagamento di una quota con rinnovo. Questo significa che una volta scaduto il contratto, nel caso non venisse rinnovato, il nostro dominio verrà messo all’asta e noi perderemo ogni diritto di utilizzo. Subito dopo aver deciso il nome del sito dovremo anche decidere quale sarà l’estensione del nostro dominio.

Estensioni di dominio

Le estensioni di dominio sono suddivise in tipologie e di solito vengono scelte in base alla funzione che il sito ricopre o al mercato al quale si riferisce. Generalmente un sito a carattere commerciale, con un mercato internazionale utilizzerà l’estensione “.com”, altri magari a carattere nazionale possono avere estensioni della nazione al quale si riferiscono, ad esempio “.it” per l’Italia. Se il sito è di una associazione, fondazione o organizzazione non governativa l’estensione sarà probabilmente “.org” (es: wikipedia.org). Nel caso di domini governativi viene usata l’estensione “.gov” e per enti scolastici ed università è molto comune l’estensione “.edu”. Ad eccezione del “.edu” e del “.gov”, riservati ai rispettivi enti ed istituzioni, è possibile scegliere l’estensione che più ci piace. Tenendo in considerazione che lo stesso dominio con estensione differente può avere costi molto diversi tra loro. Ad esempio i domini “.com” generalmente molto richiesti, sono di solito più costosi delle loro controparti nazionali “.it”, “.fr”, “.de” etc…

Sottodomini

Ultima componente del dominio è il sottodominio. Di default il nostro sito sarà accessibile all’indirizzo scelto sotto forma di “nomesito.it” e “www.nomesito.it” dove “www” rappresenta la dicitura “World Wide Web”, cioè ad indicare l’appartenenza del sito alla rete mondiale del web. In alcuni casi però troviamo siti come “shop.nomesito.it” o “blog.nomesito.com”. Queste particelle messe davanti al nome del sito stanno ad indicare un sottodominio, una sezione separata e distinta dal sito principale che generalmente viene utilizzata per un servizio specifico, come ad esempio uno shop oppure un blog. Questo avviene ad esempio perché è possibile utilizzare diverse tecnologie per diverse aree del sito, o perché vogliamo dividere i contenuti del nostro sito per diverse tipologie di pubblico, infatti un altro uso tipico dei sottodomini è quello dei siti multilingua in cui il sottodominio fornisce la copia tradotta del sito con informazioni localizzate nelle lingue servite (es: it.nomesito.com, fr.nomesito.com, etc…)

Scelta del server e dello spazio hosting

Una volta acquisito il dominio desiderato (buona fortuna…) dobbiamo anche preoccuparci di noleggiare uno spazio online dove vivrà il sito. In gergo questo spazio è chiamato “hosting” e regolarmente si tratta di una porzione di spazio su un computer che è 24 ore su 24 online 365 giorni all’anno. Questo tipo di computer è chiamato “server” nel senso che “serve” continuamente il contenuto del nostro sito agli utenti che ne fanno richiesta. La scelta del server giusto è molto importante in quanto è uno dei fattori principali che determina il funzionamento e la velocità del sito. Se stiamo costruendo un piccolo e-commerce e prevediamo di avere pochi (poche migliaia) di utenti mensili, pochi prodotti e non troppi ordini nel database, possiamo scegliere un hosting “condiviso” con altri siti simili al nostro. Questa opzione è regolarmente la più economica con costi che partono da poche decine di euro al mese. In questo caso però le performance del server saranno ridotte e potrebbe capitare di avere dei rallentamenti del sito durante le ore ei giorni di maggiore affluenza di utenti.

Hosting dedicato

Nel caso il nostro sito abbia migliaia di prodotti e decine di migliaia di utenti mensili con relativa mole di ordini, la soluzione migliore è prendere un server dedicato, cioè un computer che viene completamente assegnato al nostro sito. Questa opzione sebbene sia molto più costosa, anche dieci volte di più di un hosting condiviso, è sicuramente la migliore per progetti di una certa dimensione e ci assicurerà una marcia in più rispetto alla concorrenza, aiutando anche in termini di posizionamento sui motori di ricerca, questo perché come abbiamo visto in precedenza, la velocità del sito è uno dei principali fattori di ranking su motori come Google e Bing.

Sistema operativo del server

Ultima cosa da tenere in considerazione quando scegliamo il server è il tipo di sistema operativo del server stesso. Nel caso di WordPress è consigliabile scegliere sempre sistemi basati su Linux Apache che supportano PHP (il linguaggio di WordPress) versione 7 o superiore. Server basati su windows possono funzionare, con scarsi risultati e normalmente risultano datati o non in grado di offrire sicurezza e compatibilità totali. Da evitare.